Venerdì Positivi – 4, l’ansia

Venerdì 25 novembre 2016 ore 18:00 al Centro il Mondo in una Stanza 2 4° incontro del ciclo di seminari gratuiti Venerdì Positivi

Ansia, questa sconosciuta….
Imparare ad ascoltarla, conoscerla, accettarla e superarla!!!

Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente, sarai un uomo felice. La vita sarà una festa, un grande banchetto, perché è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo.

(Paulo Coelho)

La fenomenologia dell’ansia

L’ansia è un eccitamento fisiologico dell’organismo, più leggero della paura, ma più costante. Provare ansia significa sentirsi continuamente all’erta, ingigantire il valore dei fatti, vivere le situazioni con una intensità emotiva assillante e discordante con la realtà, essere troppo vulnerabili per rispondere in modo opportuno agli stimoli e alle pressioni ambientali.Frederick Perls, per descrivere l’ansia utilizzava il termine qui-e-allora, proprio per evidenziare la sua proprietà anticipatoria. Eppure, l’ansia, come lo stress, può dimostrarsi vantaggiosa ad un certo grado e durata; anche mantenendo un carattere spiacevole per il soggetto, produce delle modificazioni cognitive positive quali un aumento della velocità associativa, della velocità di apprendimento e della capacità di formare giudizi validi sulla realtà (ansia strutturante) aumentando significativamente il grado di autostima della persona. Quando, invece, i livelli di stress che causano l’ansia aumentano, la velocità associativa diminuisce fino a bloccarsi e il campo di coscienza si restringe fino a comprendere un solo tema, rendendo impossibile ogni rapporto del soggetto ansioso con l’ambiente esterno e interno (ansia destrutturante). La vita affettiva del soggetto ansioso risulta quasi sempre ridotta, irrigidita o deformata. L’insorgenza di stati d’ansia implica un processo che può essere descritto partendo da una prima classificazione tra: stimoli esterni (situazioni stressanti); stimoli interni (pensieri, ricordi, emozioni o conflitti). Questi stimoli interpretati dal nostro livello cognitivo come minacciosi, provocano stati d’ansia. Una volta che lo stato d’ansia è insorto, la sua intensità e persistenza dipendono da una serie di fattori come: predisposizione individuale all’ansia; esperienze precedenti nel confrontarsi con stimoli dello stesso genere e dalla stessa intensità; durata degli stimoli interni ed esterni. Lo stress (o meglio il distress) produce quindi uno stato di tensione non tollerabile nel corpo. Generalmente la tensione tende a scomparire quando lo stress è eliminato. Le tensioni, tuttavia, persistono anche dopo la scomparsa dello stress che le ha provocate come, ad esempio, l’atteggiamento corporeo o assetto muscolare, cronicizzandosi. I sintomi riguardanti il livello corporeo dei Disturbi d’Ansia possono essere così descritte:

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  • Sintomi cardiovascolari: tachicardia, palpitazioni, extrasistolia, aritmia, dolore o fastidio al petto, ipertensione o cali di pressione, svenimento;
  • Sintomi respiratori: dispnea, sensazione di soffocamento, sensazione di nodo alla gola, asma;
  • Sintomi gastrointestinali: nausea, gastrite, reflusso gastroesofageo, diarrea, sindrome del colon irritabile;
  • Sintomi neuromuscolari: sensazione di sbandamento (gambe traballanti), tremore, rigidità, parestesie (sensazione di torpore e formicolio), contratture, tensione muscolare, debolezza e affaticabilità;
  • Sintomi neurologici: vertigini, sensazione di “testa vuota” o leggera, sensazione di sbandamento, tremore e vampate di calore;
  • Sintomi dermatologici: orticaria, rossore o pallore del volto, iperidrosi (eccessiva sudorazione), psoriasi;
  • Sintomi urinari: impulso improvviso ad urinare, aumento della frequenza dell’orinazione.

L’elenco proposto non è certamente esaustivo, in quanto la manifestazione corporea dell’ansia è multiforme e varia notevolmente da persona a persona; inoltre, è stato osservato che uno stato di ansia costante espone al rischio di insorgenza o peggioramento di molte patologie psicosomatiche, come l’asma e l’ulcera duodenale. Tra le numerose descrizioni e suddivisioni delle manifestazioni dell’ansia, c’è anche quella che le distingue in due tipi: l’ansia-tratto e l’ansia-stato. L’ansia-tratto è una caratteristica relativamente stabile della personalità, un atteggiamento comportamentale che riflette la modalità con cui il soggetto tende a percepire come pericolosi o minacciosi stimoli e situazioni ambientali. I soggetti con ansia-tratto più elevata mostrano una reattività maggiore ad un numero maggiore di stimoli: questi soggetti hanno maggiore probabilità di presentare ansia-stato anche in circostanze a basso “potenziale ansiogeno” o di sperimentare livelli più elevati di ansia-stato a parità di stimoli. L’ansia-stato può essere definita come un’interruzione del continuum emozionale; si esprime attraverso una sensazione soggettiva di tensione, apprensione, nervosismo, inquietudine, ed è associata ad attivazione del sistema nervoso autonomo.

Trattamenti integrati dei disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia vanno trattati prendendo in considerazione più prospettive e si basano sull’uso combinato di trattamenti farmacologici, psicoterapeutici e cure alternative. Il trattamento farmacologico dei disturbi dell’ansia deve necessariamente considerare l’interazione tra fattori biologici e fattori psicologici.  In genere il trattamento psicologico (tranne in particolari setting psicodinamici) si basa su: – riconoscimento di eventuali cause scatenanti, rassicurazione del paziente, risoluzione dei conflitti, messa in atto di strategie di adattamento apprendimento di tecniche di rilassamento.   Il trattamento dell’ansia in psicoterapia consente la presa di coscienza della propria vulnerabilità e delle proprie risorse, è così che può determinarsi quel processo necessario a consentire al paziente il cambiamento. Il cambiamento produce un maggiore adattamento ambientale e dunque il raggiungimento di un equilibrio psico-fisico, che conduce poi al benessere. Infine, ci sono le cure alternative che migliorano  il benessere psicofisico e possono essere utili per imparare a gestire l’ansia; gli interventi  alternativi possono essere di Agopuntura, Omeopatia, Yoga, Meditazione  ecc. .., ma sempre integrati con quelli precedentemente descritti e dopo un’accurata diagnosi.

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