Venerdì Positivi 2016 – 1, la bellezza femminile

Seminari Venerdì Positivi seconda edizione

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Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?

Viaggio nel mito della bellezza estetica femminile tra passato e presente

…“Che cos’é la bellezza? Una convenzione, una moneta che ha corso solo in un dato tempo e in un dato luogo”… (Henrik Ibsen).

Non esiste una definizione univoca della bellezza: bello è qualcosa che attrae, che colpisce, che spinge a soffermare lo sguardo senza reprimere un senso di meraviglia, addirittura di estasi. Da tempo immemorabile filosofi, letterati ed artisti si sono interrogati sul concetto di bellezza femminile ed hanno coniato moltissimi aforismi. Il drammaturgo norvegese Ibsen, per esempio, ha posto l’accento sulla relatività della bellezza femminile.

L’attenzione alla cura del corpo varia a seconda delle culture, ma esprime sempre il bisogno di trovare una unità tra corpo e mente, e di poter comunicare le proprie emozioni relativamente a femminilità o virilità, forza o seduzione, potere o tenerezza e così via. Prendersi cura del corpo, mantenendolo in buona salute e “bello”, è un atto di civiltà, è il riconoscimento dell’importanza dell’armonia tra mente e psiche. Fin dall’antichità la bellezza femminile è stata valutata e misurata sulla base di un modello estetico di riferimento, riconosciuto dalla società in un determinato contesto storico, sociale ed economico, ma con la pretesa di fissare un criterio di bellezza riconosciuto a livello universale. Questo inevitabilmente è sempre mutato nel volgere dei tempi.

È a partire dal terzo millennio che la bellezza diventa sinonimo di magrezza e le donne aspirano ad essere sempre più leggere e androgine. Il cambiamento dello stereotipo femminile arriva insieme al nuovo ruolo della donna che, da madre e moglie, si lancia nella carriera, iniziando a competere con l’uomo sul lavoro, nella ricerca del potere e del successo. Ciò che più caratterizza la nostra era è l’attenzione quasi morbosa al corpo: è il corpo al centro dell’interesse e non la persona. Non conta tanto essere quanto apparire, all’essenza viene sostituita l’apparenza, alla spontaneità il controllo. I messaggi derivanti dai media, dalla moda, ecc., sono indiretti ma fin troppo chiari: “Se sei magra, puoi essere felice, popolare, avere successo in tutti i campi, dall’amore al lavoro”. L’ideale della magrezza, dunque, non assume solo un significato estetico, ma è associato a valori più profondi, all’apprezzamento e all’accettazione sociale. E’ più facile pensare che sia l’aspetto fisico, infatti, e non le effettive competenze professionali e psicologiche, a determinare il successo sociale. La magrezza, esibita, fotografata e photoshoppata, è diventata un imperativo etico.

La globalizzazione promuove il modello idealizzato occidentale della donna magra come obiettivo a cui uniformarsi. Essere magre, toniche ed in forma rappresenta l’ambizione di tutte le donne, giovani e meno giovani: tutte aspirano ad un corpo perfetto, in linea con la moda e la tendenza. L’ideale di bellezza standardizzato e irrealistico, che esalta la perfezione e demonizza il grasso, costringe le donne ad un continuo automonitoraggio del proprio fisico e a pratiche per modellarlo. Purtroppo la nostra società, sempre più basata sull’immagine, spinge a sopravvalutare l’importanza dell’aspetto fisico, così può accadere che la cura eccessiva del corpo possa diventare una vera e propria patologia …

“Ma cosa è la bellezza estetica? Bellezza estetica ed interiore coincidono? Il nostro ideale di bellezza influenza il modo con cui ci rapportiamo agli altri? L’eccessiva cura del corpo può portare ad uno stravolgimento dello stesso?”

A questi e a tanti altri interrogativi sul tema “bellezza” cercheremo di rispondere al seminario: “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame? Viaggio nel mito della bellezza estetica femminile tra passato e presente”, primo incontro del ciclo Venerdì Positivi che si svolgerà Venerdì 30 Settembre dalle 18.00 alle 19.30 presso il Centro “Il Mondo in una Stanza 2 di Farnaz Mirzapoor”.

Vi aspettiamo numerosi!!

Dr.ssa Mariachiara Mazzei

Psicologa-Counselor-PhD-Specializzanda in Psicoterapia

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